Dubbi amletici
Bazzicando da anni tra varie pagine social e blog dedicati alla scrittura, mi sono resa conto che ci sono delle domande che vengono poste da aspiranti autori in modo ciclico. Io stessa, all'inizio del mio percorso editoriale, sono stata sorpresa dalla quantità di cose che non sapevo dell'editoria italiana. Non avevo idea di come proporre il mio manoscritto a una casa editrice, non conoscevo la figura dell'editor e non sapevo se il mio romanzo fosse valido o meno. Ma è stato proprio immergendomi alla ricerca delle risposte che mi sono innamorata dei retroscena dell'editoria, e ho fatto la scelta di aiutare altri come me a risolvere i loro dubbi amletici, un lavoro a cui mi dedico ogni giorno.
Ed è normale, se pensiamo al fatto che ogni giorno nascono nuovi autori, per cui ogni giorno è l’inizio del viaggio per qualcuno!
Ecco alcune delle domande più frequenti che ho notato:
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Devo finire il libro prima di proporlo?
Sì, nella grande maggioranza dei casi. Gli editori vogliono leggere il manoscritto completo per valutare se la storia regge fino alla fine: proporre solo un’idea o pochi capitoli funziona quasi solo per autori già affermati o per la saggistica. Per un esordiente, avere il romanzo finito e revisionato è praticamente indispensabile.
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Il mio romanzo è abbastanza lungo per essere pubblicato?
Una premessa: non esiste una definizione assoluta e universale che distingua un racconto da una novella da un romanzo. È una convenzione, basata sul numero di battute/parole, con soglie diverse a seconda dell’editore/concorso, del genere e del contesto.
Una fonte autorevole spesso citata nel mondo editoriale è la rivista americana Writer’s Digest, storica pubblicazione dedicata alla scrittura e all’editoria.
Secondo le loro linee guida:
- un racconto (short story) è di circa 1.500 – 30.000 parole
- una novella è di circa 30.000 – 50.000 parole
- un romanzo (novel) è di circa 55.000 – 300.000 parole
Nell’editoria commerciale, però, il romanzo medio è spesso tra 80.000 e 100.000 parole, soprattutto per autori esordienti.
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È meglio far leggere il manoscritto a qualcuno prima? E quante revisioni servono prima di mandarlo?
Far leggere il testo a qualcun altro è molto utile: lettori beta, amici che leggono molto o professionisti possono individuare problemi che l’autore non vede più, perché troppo coinvolto nel processo creativo. Di solito servono almeno due o tre revisioni:
- una sulla struttura della storia
- una sullo stile
- una su refusi e dettagli.
Nessun libro è perfetto, ma prima di inviarlo dovrebbe essere chiaro, coerente e privo di errori evidenti!
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Come si scrive una sinossi?
La sinossi è un riassunto chiaro e sintetico della storia, di solito lungo una o due cartelle editoriali. Deve presentare i personaggi principali, il conflitto centrale e lo sviluppo della trama compreso il finale, senza creare suspense come in una quarta di copertina: un “trucco del mestiere” è quello di riassumere ogni capitolo/sezione del romanzo in poche righe, e usare questa scaletta come base per produrre una sinossi. Questa, infatti, serve all’editore per capire rapidamente di cosa parla il libro e come si sviluppa la storia.
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Come trovo un editore serio? Se mi chiede soldi è normale? Quanto tempo ci mette a rispondere?
Un editore serio ha un sito ben fatto (oggi indispensabile), un catalogo di pubblicazioni e autori, e una distribuzione che può raggiungere le librerie (Messaggerie, Mondadori e A.L.I. sono tra i più grandi distributori italiani). Se un editore chiede all’autore di pagare per pubblicare, si tratta di editoria a pagamento: non è la prassi dell’editoria tradizionale (approfondisci l’argomento in questo articolo). Per quanto riguarda il tempo di risposta, può essere molto variabile: da uno a sei mesi, a volte anche di più. Spesso, inoltre, gli editori non rispondono se non sono interessati.
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Si può vivere facendo lo scrittore?
La risposta brutale è no.
Volendo essere gentile, potrei aggiungere che è possibile, ma non è comune. Solo una minoranza di autori riesce a mantenersi esclusivamente con i diritti dei propri libri, ma la maggior parte affianca altre attività legate alla scrittura, come insegnare, tradurre, scrivere articoli o lavorare nell’editoria. Scrivere può diventare una professione, ma raramente è l’unica fonte di reddito.
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Quanti libri devo scrivere prima di essere pubblicato? Se nessuno mi pubblica significa che non sono bravo?
Non esiste una regola: alcuni autori pubblicano il primo libro che scrivono, altri arrivano alla pubblicazione solo dopo diversi manoscritti. In generale, però, scrivere più libri aiuta migliorare tecnica e consapevolezza narrativa. Il prolifico autore Brandon Sanderson spiega, durante una delle sue lezioni:
Il tuo lavoro [come scrittore agli inizi, n.d.r.] non è vendere libri, anche se vuoi diventare un professionista. Il tuo lavoro è scrivere abbastanza libri da trovare il tuo metodo e scoprire cosa funziona per te.
E non è detto che non trovare un editore disposto a pubblicare il tuo romanzo implichi un giudizio negativo sulla tua scrittura! Il rifiuto può dipendere da molti fattori: il genere non è di moda, il catalogo dell’editore è già pieno di libri simili, o semplicemente il manoscritto non è adatto a quell’editore. Anche molti scrittori famosi hanno ricevuto numerosi rifiuti prima di essere pubblicati.
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Qualcuno potrebbe copiare la mia opera inedita?
La tua nemica storica con cui lotti dall’alba dei tempi a suon di sgarri e vendette e a cui hai chiesto un parere letterario per provare a seppellire l’ascia di guerra? Ebbene sì, potrebbe rubarti il manoscritto e pubblicarlo a suo nome solo per farti un torto.
Un editor, un agente o una CE? No: sarebbe controproducente, ne danneggerebbe l’immagine e rinuncerebbe a una possibile “gallina dalle uova d’oro”. Nel mondo editoriale circolano migliaia di manoscritti e gli editori non hanno interesse a copiare idee. In ogni caso, il testo scritto è automaticamente protetto dal diritto d’autore dal momento in cui viene creato, e un qualunque file scritto al pc è facilmente tracciabile. Riposa sereno!
Domande e risposte
Queste sono solo alcune delle domande che emergono sovente tra aspiranti scrittori.
Anche qui sul sito potete trovare la pagina F.A.Q. (Frequently Asked Questions), dove però rispondo a domande dedicate al mio modo di lavorare nello specifico; in questo approfondimento, invece, ho voluto confrontarmi con dubbi più ampi, che abbracciano tutto il processo di creazione di un testo.
Se hai altre domande, non esitare a contattarmi senza impegno!