emailtopsx

Servizi editoriali su misura

telefonotopdx

Che cosa puoi fare tu per il tuo romanzo?

Ebbene sì, averlo scritto non basta. Il lavoro non è finito: ci sono ancora editing, correzione di bozze, impaginazione, sinossi, quarta di copertina, selezione degli editori, invio del manoscritto, promozione... Per non parlare dell’autopubblicazione! In quel caso, all’elenco si aggiungono: grafica, copertina, creazione di post per campagne social, selezione della piattaforma di stampa, organizzazione di presentazioni...

Devi sapere che per ognuno di questi punti esistono delle figure professionali preposte. Non per niente una redazione è composta da molte persone, ognuna delle quali segue uno degli aspetti che accompagna un manoscritto dalla tastiera dell’autore alle mani del lettore. L’editor si occupa di editing, correzione e stesura dei paratesti, il grafico impaginazione e copertina, l’ufficio stampa della promozione, e così via.

Per agevolare il percorso autore-lettore, l’autore stesso può seguire alcuni accorgimenti:

  1. Rendi leggibile il tuo manoscritto.

Non si tratta di un’impaginazione vera e propria (quella varierà in base alla casa editrice o alla piattaforma di self), ma di rendere gradevole alla vista il testo stesso, prima ancora di addentrarsi nel contenuto: la parola d’ordine è leggibilità.

  • Usa un font con le grazie (Times New Roman o Baskerville, ad esempio), a carattere 12, nero su bianco.
  • Imposta la pagina in modo da lasciare dei margini ampi, crea i paragrafi andando a capo e inserisci il rientro prima riga.
  • Uniforma la punteggiatura nel modo che preferisci, ma sii coerente in tutto il romanzo.
  1. Vai caccia di errori e refusi.

Questo passaggio è essenziale: non sostituisce il lavoro di un professionista (che ha un occhio appositamente allenato), ma dimostra serietà, rispetto e competenza da parte dell’autore, che propone un testo formalmente ben scritto.

  1. Crea una scaletta.

Che tu scriva a braccio o studiando prima la struttura, dopo aver completato il manoscritto dovresti riassumere in poche righe ogni capitolo, evidenziando solo i nodi della narrazione. Così facendo, ti salteranno agli occhi eventuali rallentamenti di ritmo, incongruenze, contraddizioni, buchi di trama o altre problematiche che puoi risolvere tu stesso, prima di proporre il libro a editori e lettori. Ti svelo un trucco del mestiere: questa scaletta è un ottimo punto di partenza per la stesura della sinossi!

  1. Individua genere e target.

Hai scritto un romanzo per adulti o per ragazzi? Di che genere? Di che sottogenere? Contiene temi delicati? Il tono e il registro che hai usato sono adatti al target? E la lunghezza del testo? Quali editori pubblicano questo genere? Quanto è popolare? Come viene pubblicizzato? Esistono occasioni particolari o eventi specifici ideali per la promozione? Tutte queste informazioni ti servono per proporre un manoscritto adeguato agli editori/lettori giusti, negli ambienti adatti e nel miglior modo possibile.

Ora prendi il tuo manoscritto e chiediti:

È leggibile a colpo d’occhio?

Ho eliminato i refusi?

So precisamente di cosa parla ogni capitolo?

E ho chiari il genere e il target?

Dopo aver dato una risposta (positiva!) a queste domande, puoi andare a caccia di una casa editrice. Ti spiego come fare in questo approfondimento; se hai ancora dei dubbi, scrivimi senza impegno: troveremo insieme la soluzione migliore per te e per il tuo romanzo.

CONTATTAMI

Editoria a pagamento: cosa fa e cosa non fa

Una premessa

Io non sono un editore, e non ho una casa editrice. Lo so, l’italiano non aiuta: “editor” e “editore” hanno solo una misera e finale di differenza, ma sono due professioni molto diverse, che pur lavorano nello stesso ambito.

Può aiutare pensare all’editor (senza e) come a un revisore, cioè a una persona che sottopone un testo a revisione. Dall’enciclopedia Treccani:

Il termine [revisione] indica, in senso generico, un nuovo esame volto a verificare, modificare, correggere una situazione iniziale o gli esiti di un precedente accertamento. Talvolta implica il riferimento all’intervento conseguente all’attività di verifica e controllo inteso a rimuovere errori, imperfezioni, difetti di funzionamento.

Puoi approfondire il mestiere dell’editor (senza e) in questo articolo!

Quindi, un editor revisiona il testo, e un editore? L’editore è titolare di una casa editrice, ovvero un’azienda volta a pubblicare romanzi, saggi, fumetti, albi, e tutto ciò che ha a che fare con la scrittura e con i libri. Il termine inglese è, infatti, proprio publisher. L’editore, quindi, assume il revisore per controllare che i testi siano adatti e pronti per la pubblicazione.

Puoi approfondire il mestiere dell’editore in questo articolo!

Questa premessa per dire che io non pubblico romanzi, ma li revisiono. In un mondo ideale, sarei una dipendente stipendiata da una casa editrice; nel mondo reale, l’editoria oggi preferisce ricevere testi già editati da un professionista esterno, per tagliare i costi.

Può non essere piacevole, ma è la verità.

Che cos'è l'editoria a pagamento

L’editoria a pagamento, anche detta EAP, non riguarda quindi quei professionisti come me che chiedono un compenso per i loro servizi di revisione: include invece tutte quelle aziende che promettono la pubblicazione del testo, ma con spese (più o meno ingenti) a carico dell’autore. Non si assume, quindi, il rischio d’impresa che normalmente grava sulle spalle di qualsiasi imprenditore, ottenendo un’entrata economica direttamente da chi scrive, e non da chi legge.

Per una casa editrice “tradizionale”, il cliente finale è il lettore; per l’editoria a pagamento, il cliente finale è l’autore.

Come riconoscerla

Le forme di pagamento possono essere molteplici, e per questo non è sempre facile individuare una EAP. Alcuni esempi che devono suonare come campanelli d’allarme sono richieste, da parte della sedicente “casa editrice”, di:

  • acquistare un tot di copie del proprio libro (che siano 5 o 300). Di norma, all’autore viene regalata almeno una copia del proprio libro, e gli viene garantito uno sconto considerevole per l’acquisto di altre (intorno al 40%), ma non è mai obbligato a comprarle;

  • acquistare un tot di titoli dal catalogo;

  • versare una “quota d’iscrizione”;

  • pagare il servizio di revisione del testo, che sia un editing o una correzione di bozze.

Un’altra caratteristica tipica degli editori a pagamento è la loro costante richiesta di inediti (e ci credo, vivono con i soldi degli autori). Se, aprendo un sito web, la prima cosa che salta all’occhio è la scritta INVIACI IL TUO MANOSCRITTO, facilmente si tratta di una trappola. Di norma, se una CE riceve proposte di inediti, lo segnala in una pagina a parte, mettendo in evidenza invece i suoi prodotti (sì, i libri, per quanto siano un pezzo di anima di chi scrive, rimangono prodotti, e l’editore vuole venderli con lo scopo di guadagnare).

Se una casa editrice sceglie un romanzo per la pubblicazione, tutte le spese sono a suo carico: l’autore non dovrebbe sborsare un centesimo.

Se un autore sceglie di far revisionare il suo romanzo da un editor indipendente, che sia con l’obiettivo di proporlo a una casa editrice o di procedere con il self-publishing, pagherà di tasca sua.

L'EAP non è il male assoluto, se fatta con onestà

Il problema non è l’esistenza di questo tipo di aziende. Un autore potrebbe venire rifiutato da molte case editrici tradizionali e voler comunque stampare il proprio romanzo senza optare per l'autopubblicazione, che richiede un minimo di conoscenza del mercato editoriale: una casa editrice a pagamento, per lo meno, dovrebbe seguire chi si rivolge a loro in un percorso di revisione, promozione e distribuzione.

La questione diventa problematica solo quando l’editoria a pagamento si nasconde dietro al titolo di “casa editrice”, acquisendone tutto il prestigio senza assumersene il rischio, quando illude gli aspiranti autori di essere stati selezionati, scelti tra tanti, facendoli sentire grati per questo, quando invece non sono altro che clienti.

Nel caso si scelga di optare per un editore a pagamento, ecco una checklist da usare nel valutare una proposta di contratto, sulla base dei suggerimenti dello Studio Legale Tutela Scrittori:

  • base di calcolo delle royalties (prezzo di copertina lordo o netto editore?)

  • rendiconto vendite e giustificativi (accesso a report, cadenza)

  • cosa copre il contributo dell’autore (stampa, distribuzione, promozione?)

  • clausole su diritti secondari (traduzioni, diritti esteri, digital) e relative percentuali

  • clausola di recesso o risoluzione e trattamento delle copie invendute

Ricapitolando

Una casa editrice tradizionale non richiede nessun investimento economico da parte dell’autore. Da parte sua, l’autore può rivolgersi in autonomia a un editor professionista prima di proporre il suo manoscritto a un editore, per emergere rispetto ai tanti testi che vengono inviati ogni giorno.

Una casa editrice a pagamento propone la pubblicazione in cambio di denaro, che può riguardare diversi ambiti (come servizi editoriali di revisione o acquisto di copie).

Ho chiarito qualche dubbio? Hai delle domande?

Scrivimi senza impegno, potrei avere le risposte che cerchi!

CONTATTAMI

Le domande più frequenti

Dubbi amletici

Bazzicando da anni tra varie pagine social e blog dedicati alla scrittura, mi sono resa conto che ci sono delle domande che vengono poste da aspiranti autori in modo ciclico. Io stessa, all'inizio del mio percorso editoriale, sono stata sorpresa dalla quantità di cose che non sapevo dell'editoria italiana. Non avevo idea di come proporre il mio manoscritto a una casa editrice, non conoscevo la figura dell'editor e non sapevo se il mio romanzo fosse valido o meno. Ma è stato proprio immergendomi alla ricerca delle risposte che mi sono innamorata dei retroscena dell'editoria, e ho fatto la scelta di aiutare altri come me a risolvere i loro dubbi amletici, un lavoro a cui mi dedico ogni giorno.

Ed è normale, se pensiamo al fatto che ogni giorno nascono nuovi autori, per cui ogni giorno è l’inizio del viaggio per qualcuno!

Ecco alcune delle domande più frequenti che ho notato:

  1. Devo finire il libro prima di proporlo?

Sì, nella grande maggioranza dei casi. Gli editori vogliono leggere il manoscritto completo per valutare se la storia regge fino alla fine: proporre solo un’idea o pochi capitoli funziona quasi solo per autori già affermati o per la saggistica. Per un esordiente, avere il romanzo finito e revisionato è praticamente indispensabile.

  1. Il mio romanzo è abbastanza lungo per essere pubblicato?

Una premessa: non esiste una definizione assoluta e universale che distingua un racconto da una novella da un romanzo. È una convenzione, basata sul numero di battute/parole, con soglie diverse a seconda dell’editore/concorso, del genere e del contesto.

Una fonte autorevole spesso citata nel mondo editoriale è la rivista americana Writer’s Digest, storica pubblicazione dedicata alla scrittura e all’editoria.

Secondo le loro linee guida:

  • un racconto (short story) è di circa 1.500 – 30.000 parole
  • una novella è di circa 30.000 – 50.000 parole
  • un romanzo (novel) è di circa 55.000 – 300.000 parole

Nell’editoria commerciale, però, il romanzo medio è spesso tra 80.000 e 100.000 parole, soprattutto per autori esordienti.

  1. È meglio far leggere il manoscritto a qualcuno prima? E quante revisioni servono prima di mandarlo?

Far leggere il testo a qualcun altro è molto utile: lettori beta, amici che leggono molto o professionisti possono individuare problemi che l’autore non vede più, perché troppo coinvolto nel processo creativo. Di solito servono almeno due o tre revisioni:

  • una sulla struttura della storia
  • una sullo stile
  • una su refusi e dettagli.

Nessun libro è perfetto, ma prima di inviarlo dovrebbe essere chiaro, coerente e privo di errori evidenti!

  1. Come si scrive una sinossi?

La sinossi è un riassunto chiaro e sintetico della storia, di solito lungo una o due cartelle editoriali. Deve presentare i personaggi principali, il conflitto centrale e lo sviluppo della trama compreso il finale, senza creare suspense come in una quarta di copertina: un “trucco del mestiere” è quello di riassumere ogni capitolo/sezione del romanzo in poche righe, e usare questa scaletta come base per produrre una sinossi. Questa, infatti, serve all’editore per capire rapidamente di cosa parla il libro e come si sviluppa la storia.

  1. Come trovo un editore serio? Se mi chiede soldi è normale? Quanto tempo ci mette a rispondere?

Un editore serio ha un sito ben fatto (oggi indispensabile), un catalogo di pubblicazioni e autori, e una distribuzione che può raggiungere le librerie (Messaggerie, Mondadori e A.L.I. sono tra i più grandi distributori italiani). Se un editore chiede all’autore di pagare per pubblicare, si tratta di editoria a pagamento: non è la prassi dell’editoria tradizionale (approfondisci l’argomento in questo articolo). Per quanto riguarda il tempo di risposta, può essere molto variabile: da uno a sei mesi, a volte anche di più. Spesso, inoltre, gli editori non rispondono se non sono interessati.

  1. Si può vivere facendo lo scrittore?

La risposta brutale è no.

Volendo essere gentile, potrei aggiungere che è possibile, ma non è comune. Solo una minoranza di autori riesce a mantenersi esclusivamente con i diritti dei propri libri, ma la maggior parte affianca altre attività legate alla scrittura, come insegnare, tradurre, scrivere articoli o lavorare nell’editoria. Scrivere può diventare una professione, ma raramente è l’unica fonte di reddito.

  1. Quanti libri devo scrivere prima di essere pubblicato? Se nessuno mi pubblica significa che non sono bravo?

Non esiste una regola: alcuni autori pubblicano il primo libro che scrivono, altri arrivano alla pubblicazione solo dopo diversi manoscritti. In generale, però, scrivere più libri aiuta migliorare tecnica e consapevolezza narrativa. Il prolifico autore Brandon Sanderson spiega, durante una delle sue lezioni:

Il tuo lavoro [come scrittore agli inizi, n.d.r.] non è vendere libri, anche se vuoi diventare un professionista. Il tuo lavoro è scrivere abbastanza libri da trovare il tuo metodo e scoprire cosa funziona per te.

E non è detto che non trovare un editore disposto a pubblicare il tuo romanzo implichi un giudizio negativo sulla tua scrittura! Il rifiuto può dipendere da molti fattori: il genere non è di moda, il catalogo dell’editore è già pieno di libri simili, o semplicemente il manoscritto non è adatto a quell’editore. Anche molti scrittori famosi hanno ricevuto numerosi rifiuti prima di essere pubblicati.

  1. Qualcuno potrebbe copiare la mia opera inedita?

La tua nemica storica con cui lotti dall’alba dei tempi a suon di sgarri e vendette e a cui hai chiesto un parere letterario per provare a seppellire l’ascia di guerra? Ebbene sì, potrebbe rubarti il manoscritto e pubblicarlo a suo nome solo per farti un torto.

Un editor, un agente o una CE? No: sarebbe controproducente, ne danneggerebbe l’immagine e rinuncerebbe a una possibile “gallina dalle uova d’oro”. Nel mondo editoriale circolano migliaia di manoscritti e gli editori non hanno interesse a copiare idee. In ogni caso, il testo scritto è automaticamente protetto dal diritto d’autore dal momento in cui viene creato, e un qualunque file scritto al pc è facilmente tracciabile. Riposa sereno!

Domande e risposte

Queste sono solo alcune delle domande che emergono sovente tra aspiranti scrittori.

Anche qui sul sito potete trovare la pagina F.A.Q. (Frequently Asked Questions), dove però rispondo a domande dedicate al mio modo di lavorare nello specifico; in questo approfondimento, invece, ho voluto confrontarmi con dubbi più ampi, che abbracciano tutto il processo di creazione di un testo.

Se hai altre domande, non esitare a contattarmi senza impegno!

CONTATTAMI

Come presentarsi a una casa editrice

Riuscire ad avere un manoscritto con la parola fine è un grande traguardo, ma è anche l’inizio di un’impresa: il percorso verso la pubblicazione. In questo articolo voglio concentrarmi sull’importanza della e-mail di presentazione, il tuo biglietto da visita, la tua sola chance di fare colpo.

Read More

Domande e risposte su editor e editing

Hai scritto un romanzo e ora ti trovi davanti alla fase più delicata: quella della revisione. Ma cosa significa davvero “editing”? A cosa serve? È davvero indispensabile? E soprattutto, perché non puoi farlo da solo? L’editing è un processo fondamentale per trasformare un buon manoscritto in un testo professionale, pronto per il mercato editoriale. In questo approfondimento esploreremo il ruolo dell’editor, le diverse fasi della revisione e i motivi per cui un occhio esterno, critico e competente, è essenziale per valorizzare il tuo lavoro. 

Vediamo di fare chiarezza.

Read More